Skip to main content

Full text of "Dzohara ballo fantastico in un prologo ed otto quadri"

See other formats


TEATRO 




REGIO 




Ballo fantastico in un prologo ed otto quadri 



DEL COREOGRAFO 



Gav. GIOVANNI GARBAGNATI 



Musica dei Maestri 



COSTANTINO DALL'ARGINE ed ARTURO PADOVANI 



TORINO 1880 

TIPOGRAFIA TEATRALE DI B. SOM 

Via Carlo Alberto, N. 22. 






ìARA 



Hallo fantastico in un prologo ed otto quadri 



DEL COREOGRAFO 



Cav. GIOVANNI GARBAGNATI 



Musica dei Maestri 



COSTANTINO DALL'ARGINE ed ARTURO PADOVANI 



TEATRO REGIO DI TORINO 

Carnevale-Quaresima 1880-81 




TORINO 1880 

TIPOGEAFU T E A T » A Ij K DI B. SOM 

Via Carlo Alberto, 22 



Musica e Libretto di proprietà del Sig. Garbagnati. 



AVVERTENZA 



I Persiani erano in continua guerra cogli Arabi per le 
rapine e per le ruberie che costoro coynmettevano a loro 
danno. I principi Persiani erano protetti dai Sacerdoti 
Mitriadi adoratori di Aminone e di Dzohara. 

Fra le tante altre loro superstizioni, gli Arabi prova- 
vano un misterioso terrore della setta di questi Sacerdoti, 
qualificandoli negromanti e credendo che quando un Sa- 
cerdote del tempio di Ammone penetrava in una tribù 
questa doveva irremissibilmente perire. Donde il soggetto 
del presente lavoro coreografico, in cui si suppone come 
già avvenuto , che Taid Bascià , capo di una tribù 
araba, abbia in una scorreria rapita al principe persiano 
Behram la fidanzata. Behram implora nel tempio di Am- 
mone Dzohara perchè gli accordi la sua protezione. Dzo- 
hara, la Venere persiana, prende forma umana. E qui 
incomincia Vazione. 

G. Garbagnati. 



Digitized by the Internet Archive 
in 2012 with funding from 
Brigham Young University 



http://archive.org/details/dzoharaballofantOOdall 






Behram, principe persiano . . Bellò-Majorini Enrico 

Zelia, sua fidanzata, rapita daTaid 

Bascià Saracco Mary 

Sab-Sai, schiavo di Behram . . Ginghini Augusto 

Nekan Achere, indovino e gran 

sacerdote del tempio di Ammone Piantamela Giovanni 

Selim, capitano dell' esercito per- 
siano Carozzi Felicita 

Taid Bascià, della tribù araba dei 

Taid . Saracco Giuseppe 

Dysarena, ministro di Taid Bascià Ferrerò Lorenzo 

Shacabak, eunuco del Bascià . Ferrerò Giuseppe 

Abdallak / ,. -, n, TT _ . Mur azzano Andrea 

Cln . T guardie dell Harem rw^„ ; t,.^,ì 

Sab-Sin \ & . uebiasi Luigi 

Dzohara, deità dei Persiani . . Schloeger Edvige 

Eros Peyroni Francesca 



Grandi della Corte di Taid Bascià - Banda araba 

Donne del Deserto - Schiave dell'Harem 

Indovini e Sacerdoti del Tempio di Ammone 

Genii della notte - Esercito del Yemen - Deità del Mare. 



DISTRIBUZIONE DELLE DANZE 



— -<*$*&* 



o-o- 



Prologo 
Le metamorfosi del Mare, grande ballabile. 

Quadro Secondo 
Introduzione danzante dei Genii della notte. 

Quadro Terzo 
La Festa sacra del Sak, grande ballabile. 

Quadro Quarto 
Dzohara sulla terra : L' effervescenza. 

Quadro Quinto 

Le schiave nel Serraglio* - La scelta della Sul- 
tana. 

Grande marcia caratteristica deir Elefante. 

Passo a due. 

Passo a dieci , eseguito dalla signora Felicita Carozzi 
in unione alle allieve distinte della scuola di Ballo. 

La partenza. 

Quadro Ottavo 
Grande Marcia armata. 
Il ritorno di Dzohara nel Mare. 






PROLOGO 



Spiaggia presso il monte Al-Bordy. 

Il mare è agitatissimo. Le onde si sollevano gigantesche 
e coprono tutta la scena e più non si distingue che un 
caos d'acqua fluttuante. A poco a poco le onde vanno 
calmandosi e, come per incanto, la bianca schiuma del 
mare lascia travedere la punta degli scogli. Eros, armato 
del suo dardo, balza fuori da un cespuglio presso la riva 
e guizza fra gli scogli ove la bianca schiuma involge con- 
fusamente una forma umana. Eros la tocca col suo dardo 
e le dà vita. Dzohara emerge bella e seducente da un'im- 
mensa conchiglia e, riconoscente, bacia Eros in fronte, e 
gli chiede di vivificare parimenti le altre sue compagne. 
Eros vi acconsente. Si aprono gli scogli: dalle cavità del 
fondo sottomarino escono, festose e giubilanti, tutte le Di- 
vinità del mare che celebrano una gran festa in onore di 
Dzohara. La gioia è al colmo. — Finita la festa Eros im- 
pone a Dzohara di seguirlo. Le Deità consegnano il cinto 
a Dzohara che sparisce su di un carro guidato da Amore. 
— Le onde hanno ripreso la loro calma primitiva. 



8 

QUADRO PRIMO 



Grotta del monte Al-Bordy da cui si scorge la porta del tempio 
di Ammone. La luna rischiara il mare nel fondo. 



Behram è finalmente giunto alle porte del tempio sa- 
erato ai terribili misteri ; consultando l'oracolo di Ammone 
e di Dzohara egli spera di ricuperare la sua diletta Zelia, 
rapitagli dal feroce Taid. 

Le porte del tempio si schiudono e Nekan, il Gran Sa- 
cerdote, si presenta grave ed imponente, al Principe che, 
sovrappreso da un sacro terrore, retrocede. Ma il vegliardo 
ne lo rimprovera con severe parole : « Principe » egli 
esclama, « è vile colui che trema allo schiudersi di queste 
porte. » 

Il Principe, punto da tale rimprovero, riprende animo e 
svela il motivo del suo viaggio. Nekan gli chiede s'ei sia 
disposto a giurare dinanzi all'altare di Ammone di eseguire 
tutto ciò che gli sarà imposto dall'oracolo, ce Lo giuro! » 
risponde il Principe. Dall'interno del tempio si ode un 
misterioso rumore : 1' oracolo sta per dare il suo re- 
sponso. In mezzo ad una luce sovrannaturale, Nekan intro- 
duce il Principe nel tempio. 



9 
QUADRO SECONDO E TERZO 



Interno del tempio colle statue di Ammone. e di Dzohara. 

I Sacerdoti e gli Indovini attorniano l'oracolo. All'entrare 
del Principe i danzatori interrompono la loro ridda e con- 
ducono Behram dinnanzi all'altare dove lo obbligano a 
spiegare il motivo per cui ha osato di penetrare nella parte 
del tempio riservata ai sacri misteri. Tutti gli astanti s'im- 
pietosiscono alla richiesta del Principe, ed i Sacerdoti in- 
vocano con calde preci le Deità del tempio; gruppi di 
Genii implorano l'oracolo. Ha luogo la cerimonia religiosa 
del Sak. L'oracolo dà il suo responso ed acconsente che 
il Principe si rechi alla corte del Bascià accompagnato da 
Nekan a cui viene affidato il magico cinto di Dzohara. 



QUADRO QUARTO 



Foresta nei dintorni del tempio di Ammone. 

Il Principe ringrazia calorosamente il cielo per l'appoggio 
che gli fu promesso : colla scorta di Nekan e coll'aiuto del 
cinto di Dzohara egli potrà liberare l'infelice Zelia prigio- 
niera di Taid. Comparisce Dzohara, trasformata in Sa- 
cerdotessa del tempio; invaghita del Principe, essa gli 
promette di accompagnarlo e di proteggerlo nella sua in- 



10 

trapresa, ignorando però di dover contribuire a ridonargli 
la donna che egli amava con trasporto. « Io ti pro- 
teggerò » essa esclama dolcemente « rassicurati ! Un 
cuore che ti ama veglia su di te! » — Nekan raggiunge il 
Principe e parte con lui verso la corte di Taid Bascià. 
Dzohara li sesue. 



QUADRO QUINTO 



Harem nella Tribù di Taid, 

L'Harem è in tutto il suo splendore; schiave di ogni 
tribù sono sdraiate su ricchi cuscini, altre danzano alla 
foggia del loro paese. Sola la povera Zelia è in preda 
alla più profonda malinconia : essa pensa al suo fidanzato 
che ornai dispera di rivedere. Dysarena, ministro del Bascià, 
la perseguita continuamente dichiarandole il suo amore ; 
ma, accorgendosi che le sue profferte sono rigettate con 
disprezzo, risolve di vendicarsi e la minaccia di farla pre- 
scegliere come favorita, dal crudele Bascià, votandola così 
alla terribile fine di tutte le favorite che l'hanno prece- 
duta. — Un eunuco annuncia l'appressarsi del Bascià. Dai 
monti, che limitano nel fondo la scena, si scorge il Bascià 
con numeroso seguito. Tutti gli si prostrano umilmente 
dinanzi. Taid Bascià sale sul trono e chiede che gli siano 



11 

presentate le schiave più belle delle diverse tribù. Dysa- 
rena richiama la sua attenzione su Zelia da poco tempo 
ridotta in schiavitù. Taid, meravigliato della sua straordi- 
naria bellezza, la sceglie per Sultana e sta per condurla 
seco al palazzo. Sab-Sai penetrando nell'Harem, malgrado 
la resistenza delle guardie, getta lo scompiglio nella radu- 
nanza annunziando che il Principe Behram, suo signore, 
è alle porte. I Ministri vorrebbero impedire che l'Harem 
venisse profanato da un Principe straniero, ma è troppo 
tardi. Nekan sta già minaccioso alla presenza di Taid, e 
alla vista del Sacerdote di Ammone, tutti, atterriti, si pro- 
strano : la tribù è votata alla morte. Il Principe, appro- 
fittando dello spavento generale, corre ad abbracciare Zelia. 
Taid furente sta per scagliarsi su di lui, ma Behram bran- 
disce il cinto magico : Dzohara non tarda a comparire. La 
Dea tutto ha compreso: invasa dalla gelosia vorrebbe to- 
gliere al Principe il potere che gli ha concesso, ma Nekan 
le impone di compiere il volere degli Dei. Dzohara è co- 
stretta ad obbedire, cangiando il fido Sab-Sai in uno schiavo 
del Bascià che vien posto agli ordini di Zelia. Sab-Sai rac- 
coglie il talismano e ne circonda il corpo della favorita. 
Nekan e Behram spariscono guidati da Dzohara. — La folla 
dimentica tosto l'accaduto e si abbandona nuovamente ad 
una pazza allegria. Taid Bascià ordina la partenza. Zelia 
è posta nella lettiga destinata alle Sultane : Sab-Sai veglia 
su dijei. Le schiave, danzando, accompagnano il Sovrano 
che si allontana. Dysarena gioisce sperando di poter final- 
mente riescire nei suoi intenti. 



12 

QUADRO SESTO 



Stanza nel Palazzo di Taid Bascià. 

Taid Bascià chiede amore all'infelice Zelia, ma essa pre- 
ferisce la morte : meglio morire che tradire il suo diletto 
Behram. Il Bascià irritato della inattesa resistenza di Zelia 
apre la terribile porta dei delitti dove si scorgono gli stru- 
menti della tortura ed i corpi mutilati delle sue vittime. 
Zelia sviene per lo spavento, Taid le si appressa trionfante: 
ornai essa è incapace di resistergli oltre. Ma Sab-Sai si frap- 
pone improvvisamente tra Zelia e Taid e gli presenta il 
magico cinto. Il Bascià fugge in preda ad un inesplicabile 
terrore. Sab-Sai tocca col talismano Zelia che rinviene ed 
invoca fervidamente Dzohara. La Dea tosto apparisce. « Te 
infelice » esclama « perchè amata, sei schiava. — Infelice 
me perchè libera non potrò mai essere amata da colui che 
adoro! » Zelia le si prostra ai piedi e la supplica perchè l'a- 
iuti nel suo estremo frangente ed avverta Behram della 
morte a cui essa è condannata. Dzohara si arrende alla 
sua preghiera e consiglia a Zelia di inviare Sab-Sai al campo 
Persiano dove il Principe è pronto a muovere in suo soc- 
corso. Sab-Sai presenta a Zelia un pugnale onde con la 
punta gli imprima nel braccio il suo nome per poter pe- 
netrare nel campo, indi si pone al collo il magico cinto: 
Dzohara sparisce. Zelia viene trascinata alla grotta del sa- 
crifizio. 



13 
QUADRO SETTIMO 



Grotta del sacrifizio. Da un' apertura si scorge il mare. 



Taid fa un ultimo tentativo presso Zelia dicendole che 
da lei dipende il vivere od il morire. Zelia persiste nel suo 
rifiuto : essa non teme la morte. Taid chiama gli eunuchi 
che devono sacrificarla. Ma in quel mentre Dysarena an- 
nuncia che Behram ha dato fuoco al castello. Il Bascià 
vorrebbe affrettare la morte di Zelia, ma le armi dei suoi 
ministri si spezzano : Dzohara la protegge. Il Principe 
entra a viva forza nella grotta; Zelia gli si precipita nelle 
braccia. Invano Taid vorrebbe strappargliela; Behram lo 
tiene lontano con la sua spada. S'impegna una lotta ac- 
canita. Sab-Sai colpisce col suo pugnale il Bascià che 
cade a terra morto. — Nekan chiede a Dzohara di be- 
nedire l'unione di Zelia e di Behram ; ma la Dea, che ama 
perdutamente il Principe, vi si rifiuta : è troppo il sa- 
crifizio che le si chiede. Nekan insiste imponendole di 
compiere quanto fu imposto dall'oracolo . Dzohara ubbi- 
disce. Però, quando il rito è compiuto ed i due sposi si 
allontanano ebbri di gioia, essa tenta disperatamente di 
uccidersi. Nekan, che non ha cessato dalPosservarla, ne 
la impedisce e la consegna ad Eros che la riconduce nelle 
grotte di corallo del fondo del mare. 



14 

QUADRO OTTAVO 



Accampamento del Principe Behram. 



L'esercito ed il popolo festeggiano la vittoria del loro 
Sovrano ed il ritorno di Zelia. — Dzohara, piangente e 
sconsolata, volge un ultimo sguardo sulla coppia felice, ed 
in mezzo alla commiserazione di tutti gli astanti che s'in- 
chinano alla sua abnegazione, ritorna al suo elemento. 



Fine.